Archivio per giugno, 2009

A Firenze si riparte..

Pubblicato: 30 giugno 2009 in Politica
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Ci siamo, dopo la nomina della Giunta Renzi, sembra che a Firenze riprenda una nuova stagione politica.

Bruciando sul tempo la maggioranza, che aveva auspipcato di fare un gruppo unico, soprattutto facendo confluire le liste Renzi nel PD, ieri il centrodestra ha annunciato la formazione di un gruppo unico: la lista Galli confluirà nel PDL e Giovanni Galli sarà il capogruppo. E’ un segno importante questo. Giovanni galli non ci sta a fare il candiato comparsa, non è un Valentino qualunque. Ha accettato la sfida di candidarsi a sindaco e ora starà a fare il suo lavoro nei banchi dell’opposizione. Che a questo giro l’aria era diversa l’avevamo già capito dal fatto che in due mesi di campagna elettorale Galli ha rivoltato la città come un calzino: ha sollevato anche i sassi per conoscere la gente di Firenze.

L’unico appunto che si può fare al centrodestra ad urne chiuse è se ha conti fatti l’operazione di creare una lista Galli abbia veramente pagato. Dal punto di vista del risultato globale il centrodestra può essere contento. Galli porta la coalzione del PDL sopra il muro del 40 %, un dato storico per Firenze. Dall’altra però occorre registare che quel 10 % della Lista Giovanni Galli ha indubbiamente privato il PDL di consiglieri, che nel 2004, sommando FI e AN toccava quota 12. Oggi la lista del PDL porterebbe a casa 9 seggi, un -3 che fa pensare, anche se poi con l’unione di due gruppi tocca quota 13 (quindi +1). Poi non è detto che Mario Razzanelli decida di confluire nel PDL: ciò porterebbe il PDL a quota 14 + Galli. Un risultato storico.

Nel frattempo sembra aperta la caccia alla poltrona di Presidente del Consiglio Comunale. Come già accennato (qui) è davvero improbabile che si apra la “nuova stagione della politica fiorentina” dando la nomina al centrodestra. Bene che vada si parla di un nome di garanzia. Anche se per Eros Cruccolini la garanzia sarebbe Valdo Spini (andiamo bene!). Il più papabile resta Giani: non a caso è curioso che sia l’unico ex-assessore a non aver ancora sbaraccato. Che sia certo di fare il Presidente del Consiglio Comunale? L’altra candidata forte sarebbe Tea Albini, la donna di Cioni. Ebbene si, Cioni vive. Detto questo detto tutto, fra l’altro si capirebbe chiaramente il superamento della quota 40% alle primarie di Renzi.

Intanto, in questo simpatico valzer delle nomine,  scoppiano le prime grande per il sindaco:  l’Ataf (ancora!!!) e l’alta velocità. Si a Firenze non è cambiatio nulla.

Se Napolitano riprende la sinistra

Pubblicato: 29 giugno 2009 in Politica
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“Sarebbe giusto, di qui al G8, data la delicatezza di questo grosso appuntamento internazionale, avere una tregua nelle polemiche – ha detto oggi il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parlando con i giornalisti a Capri – Io capisco le ragioni dell’informazione e della politica, ma il mio augurio ed il mio auspicio in questo momento sono di una tregua nelle polemiche”.

Sarà curioso vedere già da domani gli effetti della dichiarazione del presidente della repubblica su certa stampa (Repubblica e Unità in testa, ma anche il Giornale che ha ritirato fuori un vecchio pettegolezzo del 1999 su D’Alema, tirando in ballo anche Cesa). Sarà curioso perchè per la prima volta il Presidente sembra fare una tirata d’orecchi alla sinistra.A quella stessa sinistra che aveva eletto Napolitano come vero simbolo della nazione contro Berlusconi che invece la denigra.

Fino ad oggi le polemiche erano di Gasparri contro Napolitano per il caso Englaro, o le polemiche dello stesso Berlusconi che in più di un’occasione quando era all’opposizione ha avuto da ridire contro il Presidente della Repubblica. Per non ricordare il richiamo alla deriva xenofoba. Già fino ad oggi. Ma ora che guarda a sinistra? Repubblica e Unità accetteranno l’invito di Napolitano?

Continua la sfida del Loft.

Nel fine settimana si è svolto a Piombino, località di certo non evocativa come il Lingotto e neanche come Fiuggi, una sorta di precongresso, ma non è giusto chiamarlo così..ecco diaciamo un ritrovo amichevole dei trentenni e quarantenni del PD in vista del congresso.

In mezzo a questa cornice quello che tiene banco è sempre lo scontro Franceschini – Bersani e sioprattutto la quanto mai voluta ricerca del terzo uomo. Si perchè a ben vedere non è che c’è davvero questo terzo uomo..è più una richiesta. Una richiesta di parte della base e delle “seconde linee” e una richiesta anche caldeggiata dalla stampa illuminata: il fantastico tridente La Repubblica-L’Unità-Il Riformista. I Portatori di Luce a sinistra e nel paese.

Quindi mentre Franceschini perde pezzi e sostenitori: non solo sis tanno defilando i prodiani, ma pure Rutelli tentenna, ia sinistra si interroga se Chiamparino si farà vivo. Paolo Franchi sull’editoriale del Corriere ne invoca la scesa in campo “invito all’outsider: piace ai giovani e al Nordha fermato il PDL, dica presto cosa farà”. Alla ricerca di nuovi idoli e punti di forza il PD chiama a gran voce il sessantunenne sindaco di Torino, che al momento sembra ora declinare ora accttare e rimanda tutto a quando i candidati avranno esposto il loro programma. E’ furbo Chiamparino, sa che prendere il partito ora è un rischio: fra un anno ci sono le regionali e non ci sono grandi segnali che dicono che le cose andranno meglio. Se vogliamo essere malizioso, Chiamparino è stato messo la muro dalla mossa di Franceschini (qui) di fare per forza il congresso a ottobre.

Dalle colonne dell’Unità, la De Gregorio inneggia alla svolta di Piombino, riportando le dichiarazioni di trionfo elettorale di Franceschini: dopotutto se la Francia è riuscita a passare alla storia come una delle nazioni vincitrici della seconda guerra mondiale, Franceschini può dire d’aver vinto le elezioni e magari qualcuno ci crede.

Bersani nel frattempo incassa anche il sostegno di Penati, che si aggiunge a D’Alema. Quasi certo il sostegno dei prodiani, della corrente Binetti e della Finocchiaro.

Sulla carta delle personalità Franceschini è dato perdente. Dice che sia più apprezzato della base, infatti a Piombini sembra che abbia avuto più applausi (magari la gente è solo educata..). Certo è che una cosa è dire che D’Alema ti appoggia, una cosa è se con te hai Ciccio Formaggio segretario di Frittole, 10 anime. Sappiamo che oltre a Fassino e a Veltroni, Franceschini è appoggiato dalla Serracchiani. Si la grande europarlamentare che è diventata il nuovo guru della sinistra. Ancora abbottonati invece Renzi e Cacciari.

Indipendentemente da chi sarà candidato, ci sentiamo di chiedere una cosa al PD: di avere una guida che sia tale e che non si faccia dettare l’agenda politica oggi dal Nanni Moretti e dai girotondini, oggi da Repubblica, e domani da Facebook o Twitter. Forse è anche per questo che in 15 anni di seconda repubblica, solo una volta il centro sinistra ha perso più voti (a livello di numeri) del centrodestra.

La giunta Renzi e la freccia al centro

Pubblicato: 28 giugno 2009 in Politica
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Dopo 48 ore, quasi un record, il sindaco di Firenze Matteo Renzi rende nota via facebook (!!!) la lista della sua giunta.

Leggendo la lista colpisce subito un particolare: è una lista di fedelissimi e di “alleati”, una giunta che ha un’età media di 42 anni. Come ha detto Renzi, se sommiamo la sua età a quella di Nardella, il vicesindaco, arriviamo a 68 anni. Meno di Prodi o Berlusconi da soli.

Ma vediamo i nomi:

Dario Nardella – Vicesindaco

Massimo Mattei – Mobilità, Infrastrutture, Decoro

Giuliano da Empoli – Cultura e Contemporaneità

Barbara Cavandoli – Sport

Elisabetta Cianfanelli – Università e ricerca

Cristiana Scaletti – Ambiente

Claudio Fantoni – Casa

Rosa Maria Di Giorgi – Istruzione

Angelo Falchetti – Bilancio, Organizzazione e Innovazione

Stefania Saccardi – Walfare

Questo è il governo di Firenze, che ha il suo vertice in Matteo Renzi, che tiene per sè la PoliziaMunicipale e l’Urbanistica.

Poche ma importanti considerazioni:

1) Facce nuove ma soprattutto facce fedeli. Fra i 10 scelti spiccano Nardella, cattolico e renziano della prima ora, Cianfanelli e Saccardi, già assessori provinciali nella giunta Renzi, Falchetti, fondatore di Dada, messo come indipendente al bilancio e organizzazione. Si sono conosciuti su facebook. Un giorno dovremmo scrivere un tema “Renzi e facebook: dall’ansa alla bacheca”. Altro indipendente è Giuliano da Empoli alla cultura. Rosa Maria di Giorgi, ex assessore cacciato da Domenici, che dai Ds passò alla Margherita. Anche lei renziana. Cosa rimane? Mattei alla mobilità. Politico fiorentino navigato, non è certo un renziano ma neanche uno pronto ad accontellarlo o a fargli la guerra. Inoltre è l’ex presidente del consiglio provinciale del governo Renzi. Tolti questi restano in tre: Fantoni, l’uomo di Daniela Lastri, alla Casa; la pistelliana Cavandoli allo Sport e l’Italia dei Valori relegata all’Ambiente.

2) Ma la Sinistra? La giunta Renzi ha fatto vittime importanti. Una su tutte: la sinistra. Se si esclude Elisabetta Cianfanelli, partito socialista (ma già assessore di Renzi), e Cristina Scaletti, Italia dei Valori, la giunta Renzi è quasi un monocolore PD. Nella storia c’erano stati i famosi monocolori democristiani. Uomini della sinistra fiorentina come Niccolò Pecorini, che ha portato avanti lo strappo con Rifondazione per sostenere Renzi, o Ciuffoletti o lo stesso Eros Cruccolini sono esclusi. Per dare un senso della portata della nuova giunta riportiamo il commento di Gabriele  Toccafondi, parlamentare PDL e consigliere comunale fino a quest’anno: “Gli assessori? Molti sono vicini per percorso professionale o politico ad alcuni degli ideali del centrodestra. Con loro e con alcuni dei 100 punti del programma di Renzi, sarà possibile una collaborazione, mettedo così la sinistra fiorentina finalmente in soffitta”. E poi si capisce che uno come Cruccolini dica che vigilerà..peccato che è 1 voto in consiglio comunale, al quale al limite si può aggiungere il consigliere dell’IDV, e i 3 Spini-De Zordo. 5 voti su 47. Questa è la Sinistra (con la S maiuscola) fiorentina.

3) Presidenza del Consiglio Comunale. La questione della presidenza del consiglio chiesta dal centrodestra. Nonostante l’apertura a parole di Renzi, riteniamo molto difficile che iò avvenga. certo, sarebbe un bel segnale. Un bel messaggio di clima distensivo e collaborativo. Dopo 10 anni di guerra per l’intolleranza della giunta Domenici sul mettere a tema scelte e decisioni. Però a guardare i nomi della giunta manca quello di Eugenio Giani. Già assessore allo sport, è stato da subito fra i papabili ad una riconferma o alla presidenza del consiglio comunale. staremo a vedere.

Nel PD è scontro aperto in vista del congresso. Anzi a quanto sembra anche sul congresso. Lo facciamo o non lo facciamo? Alla fine è passata la linea di Franceschini e il congresso si farà a ottobre. “Confrontarci ci farà bene” ha detto Franceschini. Balle. Il congresso a ottobre può essere una delle carte che permetteranno a Franceschini di restare in sella.

Procediamo con ordine. Bersani contro Franceschini per la guida del PD. Il vecchio esponente del PCI contro l’ex dirigente della DC. Come abbiamo già visto Bersani è il candidato della rottura. Quasi del ritorno a casa. E’ il candidato di chi si è stancato di perdere e di prendere gli schiaffi da Berlusconi, dal PDL, dalla Lega, dall’Italia dei Valori e ora pure dall’UDC. Bersani è l’uomo che al momento sembra vantare dell’appoggio di Massimo D’Alema e che sembra avere dalla sua una schiera di big del partito che vanno dalla prodiana-ulivista-cattolica Rosy Bindi al presidente della provincia di Roma Zingaretti (si lui..il grande politico  che per fare la vera prevenzione a Roma e nei giovani ha decretato che la risposta giusta è quella di mettere distributori di preservativi nelle scuole superiori..un grande..propongo flotte di aerei che lanciano preservativi su tutta l’Africa..così debelliamo la malattia, magari ci mandiamo Mister No).

Contro questo che pare sulla carta un candidato invincibile si è schierato Franceschini. Sembra di vederlo, solo, avvolto in un trench, capello oramai per terra, winchester alla mano, che si prepara a sfidare il mucchio selvaggio di Bersani e soci. Un Jack Beauregard dei nostri tempi. In questa battaglia però Franceschini non è solo. Veltroni ha dichiarato il suo appoggio e Coffereti idem.

Di per sè a ben vedere sembra, con tutto il rispetto, la lega dei “perdenti”. Si perchè Veltroni è l’uomo del grande passo. L’uomo che ha fatto la svolta del lingotto. allora tanto apprezzata ma ora tanto deprecata. L’uomo che ha fatto cascare Prodi, che ha chiuso i conti con l’Ulivo, con Rifondazione/Comunisti Italiani e Verdi ma che ha creato anche lo spauracchio di Di Pietro. L’uomo che ha perso le elezioni facendo prendere al PD un bottino del 33,2 % ma che lo ha anche portato a 9,2 punti percentuali di distanza dalla coalizione di Berlusconi. Cofferati invece è il contestatissimo ex sindaco di Bologna. Il grande sindacalista della CGIL che poi però, complice anche qualche mossa politica non molto azzeccata, è caduto nella grande contraddizioni della sinistra: la sicurezza, Si perchè a fare proseliti sull’integrazione sono tutti buoni, poi quando governi e vedi che i cittadini chiedono una sicurezza che non c’è più, un degrado che non si ferma, la risposta è riportare ordine. Nono sono le belle parole che riempiono i salotti e scaldano il cuore.

E Franceschini? E’ il traghettatore. Chiamato per riprendere il mano le redini di un partito allo sbando dopo la disfatta di Sardegna, al grido di “Rinnovamento” è uscito dalle europee dove il suo PD ha perso alri 9 punti rispetto alle politiche (26,1%), ed è uscito dalla amministrative  dove il centrosinistra rappresentava 27.541.359 cittadini e governava in 50 province.  Adesso il centrodestra rappresenta 21.250.592 cittadini e governa in 34 province. Il centrosinistra rappresenta 12.930.386 cittadini e governa in 28 province. Fra le sconfitte eccellenti: la Provincia di Milano, il Comune di Prato, la Provincia di Venezia, la Provincia e il Comune di Napoli.

Il buon Dario si candida perchè sa che non ha nulla da perdere. Alla testa di una corrente che da un anno racimola solo sconfitte, Franceschini invoca il congresso a ottobre per ottenere una nuova ricoonferma per arrivare fino alle elezioni regionali del prossimo anno. Si perchè fra un anno si vota. E come ci va il PD al voto regionale?

Nel Nord del paese il PD è praticamente estinto. Restano solo gli oramai avamposti della Provincia di Torino, dove governa un ex DC con l’appoggio dell’UDC, il Comune di Trento, dove il PD governa con l’UDC, e la Provincia di Padova. L’Emilia-Romagna, fino ad oggi grande roccaforte della sinistra contro il nord, sembra una linea gotica sempre più compromessa. Perchè se regge Bologna, oramai nella regione la Lega Nord è all’11 %, ci sono sindaci leghisti e zone in mano al PDL. Con queste elezioni nelle Marche e nell’Umbria il PDL è diventato il primo partito. In Toscana, dove il PD riconquista Grosseto e Montecatini, il centrodestra espugna Prato. Nel Lazio le cose non vanno meglio. Roma è in mano ad Alemanno e solo nella Provincia regge Zingaretti. Le isole sono saldamente in mano al PDL. In Campania il PDL espugna Napoli, roccaforte storica della sinistra, e la poltrona di Bassolino scricchiola sempre di più.  Le buone notizie vengono dalla Puglia, regione dalemiana, dove il PD tiene stratta Bari (anche se perde Lecce).

In uno scenario come questo, la domanda è: chi ci mette la faccia per guidare un partito che in un anno rischia di crollare ancora di più? Si perchè metterci la faccia ora vuol dire rischiare di bruciarsi. L’arma di Franceschini è questa. Per questo ha tanta fretta di fare il congresso. Poi possiamo parlare di volti nuovi, tirare in ballo la Serracchiani, ma di certo un partito non lo resusciti con i ventenni.

Franceschini vs Bersani. Sembra una sfida già scritta. Ma forse non saranno gli unici candidati. In molti si aspettano il terzo outsider. e sembra che il candidato più accreditato sia uno della banda dei “quarantenni”, ovvero uno della premiata ditta Filippo Penati, Massimo Cacciari, Sergio Chiamparino e Linda Lanzillotta. Al monento l’unica che sembra quasi apertamente scesa in campo è la Lanzillotta, che fra l’altro sembra possa contare dell’appoggio dei Rutelliani, che indubbiamente mirano ad un terzo candidato per poter aver un loro peso negli equilibri del partito.

Ne vedremo delle belle.