Questo più che un articolo vuole essere un omaggio.
Capita ogni tanto, che come succede per le aziende e i negozi, anche le testate dei fumetti chiudano i battenti. Una di queste è Mister No.
Mister NO, il pilota Jerry Drake che vive le sue mille avventure nella foresta amazzoniana degli anni ’50. Facendo base a Manaus, il nostro Mister No vive la sua vita accompagnato dal sano spirito texiano di aiutare il più debole e da quel pizzico di sfiga alla Jessica Fletcher che lo mette sempre nei casini. Dove finisce lui scoppia una rivolta indios, oppure il boss locale minaccia la bella di turno, o lui viene adescato per fare qualcosa che fa incavolare qualcuno. Insomma se i casini non li vuole, i casini vanno a cercare lui.
Un bel fumetto. Un grande eroe. Anzi, antieroe. Si perchè a differenza di Tex o Zagor, suoi predecessori, Mister No non ci tiene a fare il bello e il buono. E’ un uomo che si ritrova in mezzo al patatarc e cerca di rimettere le cose a posto. Un pilota che ogni tre per due lo si trova in una bettola a ubriacarsi e a spassarsela con la signorina di turno.
Mister No nasce nel 1975 e segna l’inizio dell’armata bonelliana, che di lì a poco immetterà sul mercato Martin Mystere, Dylan Dog, Nick Raider, Nathan Never, e che andrà a marciare al fianco di Tex e Zagor che soli soletti si prendevano la loro dose di schiaffi e passavano il tempo a riempire i cimiteri (dei fumetti si intende!).
Una bella marcia quella di Mister No, figlio della mente di Guido Nolitta, alias Sergio Bonelli in persona, e della matita di Gallieno Ferri, l’esordio editoriale sembra quasi una favola: doveva essere una miniserie estiva, ma le 200.000 copie vendute convinsero l’editore a farne una serie regolare. L’intuizione è giusta, e Mister No decolla.
Poi come tutte le cose che finiscono, anche il nostro pilota sembra lasciato a terra dal suo fido Piper. La crisi del fumetto prima e il cambio generazionale dei lettori non lo premiano. Si perchè Mister No è un fumetto di avventura. Non è un western, un horror, un poliziesco o un’azione. Basta fare una considerazione: anni fa ci imbattevamo in film che alla voce genere riportavano la dicitura “Avventura”. Oggi non esiste più. O il film è d’azione o diventa altro, come fantasy, drama, commedia, thriller. L’avventura da sola non basta più, la puoi mettere di contorno per altro. E’ come col cellulare: chi è che lo compra perchè chiama e riceve? No oggi si compra un telefono per andare su internet, vedere le mail, lo vogliamo integrato con i social network, lo prendiamo con il pacchetto Office…
Nel 1995 chiude la testata Tutto Mister No, nata per ristampare le prime avventure del nostro eroe. Nel dicembre 2006, dopo un’ultima grande avventura durata 16 albi (in principio ne erano stati annunciati solo 6) chiude anche la serie regolare. Al numero 390. La serie è continuata con la promessa dell’editore di pubblicare ogni sei mesi un’avvertura nella serie degli speciali. Per ogni sano lettore di fumetti Bonelli, gli speciali sono album annuali con avventure più lunghe rispetto alle solite 100 pagine: inizialmente erano albi di 132 pagine che uscivano a ruota dalla metà di maggio a settembre per ogni personaggio dell’universo bonelliano (escluso Tex per i quali c’è la formula del “texone”). Ma anche questo filone, dopo due anni e 4 numeri, è giunto alla conclusione. Con il numero 20 ora in edicola, l’editore comunica che quello uscito è l’ultimo numero. I costi di produzione dell’albo e i troppo pochi lettori non consentono di continuare l’esperimento.
Stanco, oramai ritirato in uno sperduto angolo dell’amazzonia con il suo amico Esse-Esse, Mister No si gode il riposo dopo 34 anni di scorrerie, che l’hanno portato da Manuas a New York passando per ogni speduto angolo dell’America Latina. Misto fra i ricordi di reduce della seconda guerra mondiale, un uomo oramai fuori dal suo tempo, che vede trasformare il suo Brasile da terra di frontiera a grande capitale del mondo, con indios sempre più “civilizzati”, Mister No sembra aver detto “basta ragazzi, mi riposo, non ho più l’età”.
Oggi non resta che la ristampa pubblicata dalla casa editrice Edizioni IF ora al numero 27, che a cadenza bimestrale pubblica con ogni numero due avventure del pilota Jerry Drake.

Forse non usciranno più nuove storie di Mister No, non sarebbe il primo a chiudere i battenti (fra i più celebri ricordiamo Il Comandante Mark, il Grande Blak, Nick Raider, Kriminal, Satanik…), per me resterà sempre il primo fumetto che ho letto. Era l’eroe preferito di mio padre. E’ stato lui a farmelo leggere e a mettermi un fumetto in mano. Con Mister No poi sono venuto a conoscenza degli altri: Tex, Diabolik, Dylan Dog, Dago e i comics americani.
Adios gringo!

Ciao, complimenti per il post che rende omaggio al mitico Mister NO.
Rimarrà sempre nei nostri cuori (io poi sono un suo collezionista e ho quasi tutto).
Posso utilizzare l’immagine di Mister No che utilizzi nel post da inserire come immagine del mio account su twitter?
Paolo
Ciao,
certo che puoi utilizzare l’immagine.
Mister No è un pezzo della mia infanzia.
Ciao
Ambrox
la lacrimuccia è d’obbligo per l’addio di un compagno fedele puntuale ogni mese in edicola, una delle sue frasi sorridi domani sarà peggio….