..e se i festini non fossero di Berlusconi?

Pubblicato: 10 settembre 2009 in Politica
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Quando qualche mese fa decisi di inaugurare questo blog, lo feci con un post che si intitolava “non ce la facciamo raccontare: cronaca di un’elezione“. Ciò che mi mosse allora non fu la volontà di erigermi alfiere di una parte o dell’altra, ma la ferma volontà di mostrare, dati alla mano, che in quelle elezioni c’era un vincitore e un perdente. Lo diceva la matematica. Lo diceva la logica. Ma non so perchè, non lo dicevano i giornali. O meglio, forse leggendo le pagine interne dei giornali, la notizia sarebbe trapelata, era così palese, il problema è che dalle civette sulle edicole (che sono ben più lette dei giornali) sembrava tutto l’opposto.

Dopo quanto emerso ieri e in questi giorni, mi trovo a fare un post che praticamente ricalca molto lo spirito che mi mosse allora. Oggi è diverso il contesto di rifermento: la guerra della stampa va avanti da mesi. Una guerra che da una parte stanca e dall’altra non pare destinata a finire, anzi. Una crociata portata avanti dal duo Mauro-D’Avanzo che da aprile attaccano il premier non sulla proposta politica ma sul donne, escorte e altro. Una guerra che dopo mesi di azioni a senso unico vede una risposta da parte del blocco di stampa del centrodestra con il tandem Feltri-Belpietro. Una risposta che non capiamo perchè fa gridare all’attacco, all’intimidazione e al killeraggio. Ma abbiamo già parlato di tutto questo.

Le vere novità sono le notizie emerse ieri dalla stampa e soprattutto dal Corriere della Sera. Il quotidiano di via Solferino riesce ad entrare in possesso dei verbali dell’interrogatorio di Tarantini e li pubblica. Alla faccia del segreto istruttorio e dell’etica professionale, sarebbe interessante sapere se c’è stato un venduto all’interno del tribunale e soprattutto quanto hanno sborsato dal Corriere per averli.

Leggendo i verbali e le dichiarazioni dell’imprenditore pugliese emergono tre verità:

1) portava donne da Berlusconi, le presentava come amiche e non diceva al Premier che le pagava

2) partecipava a cene e portava donne a esponenti del PD. E dice che portava donne in camera da letto, che è ben diverso dal portarle ad una festa.

3) Si parla anche di D’Alema.

Quindi la scossa c’è, ma come titolava Libero il 31 luglio (l’ultimo di Feltri) “La Scossa arriva e crolla il PD”. Sanità pugliese, esponenti del PD, vengono tirati dentro D’Alema e Emiliano, mentre pare uscire di scena Berlusconi. E’ curioso che tutta la stampa pare credere a D’Alema e Emiliano che si dissociano, mentre pensa al complotto e al bugiardo se si parla di Tarantino. Dopotutto sai che botta per il giornalismo se dopo 5 mesi nei quali ci hanno ammorbato con la figura del Premier che paga puttane e cocaina, si ritrovano solo l’opposizione in questo quadro da gangester anni ’30. Altro che dimissioni dei direttori, altro che crisi nelle vendite.

La notizia è questa: Berlusconi non sapeva. Certo se io arrivo ad organizzare feste e tutte le volte mi porto a letto sventole da urlo che si da il caso essere sempre un’amica di tale Tarantini, magari delle domande me le faccio o mi chiedo che amiche ha Tarantini. Ma sono io e non Berlusconi. La verità nuda e cruda è questa: non sapeva che l’imprenditore pugliese le pagava. Cade quindi la prima e più infamente accusa a Berlusconi. Inoltre possiamo dire che se si portava a letto queste “amiche”, forse tanto impotente non è. Come la mettiamo cara Concita?

Nei giorni scorsi era anche caduta la bolla Noemi, nonostante le domande della stampa inglese, il risultato era questo. Nulla di fatto.

Ma allora basta? Non c’è niente da dire? No, qualcosa c’è. Si potrebbe parlare delle implicazioni del PD nell’inchiesta della sanità pugliese e nei sei filoni di inchiesta, che per come si stanno sviluppando portano dritte fino a Roma. Si potrebbe parlare dell’istruttoria aperta dalla Corte dei Conti sui rimborsi dell’Italia dei Valori. Ma ne parla solo Il Giornale.

Sarebbe interessante seguire l’analisi di Panebianco sul Corriere della Sera, dove nell’editoriale pone dei seri punti di riflessione sul PD, anche in chiave di alternativa al PDL. E’ sotto gli occhi di tutti l’attuale debolezza del congresso di partito che sembrava dover rivoluzionare il mondo e invece si sta rivelando un litigio sull’ultima scheda elettorale a Bagnolo Po (12 voti in tutto).

Si potrebbe parlare di Casini e dell’UDC. Di tante parole sul riavvicinamento o meno con Berlusconi, ma basta un singolo dato di fatto per capire che UDC e PD non potranno stare mai insieme. L’elettorato dell’UDC si è da sempre distinto come l’elettorato centrista che non voleva seguire i centristi di sinistra. E’ nato come altro e segue e lotta per lo scudo crociato. La DC non era di sinistra. Non si può andare con gli eredi del PCI. Sarei curioso di sapere quanti voti e quanto partito perderebbe Casini se si alleasse con la sinistra. Casini ha già fatto il massimo cercando di stare nel mezzo da solo.

Si potrebbe parlare del fatto che è quindici anni che parlano in tanti di fine di Berlusconi ma nessuno lo smuove da dove è. Riprova ne è il fatto che dopo ieri il Cavaliere ha il record di longevità nel governo. Battuto De Gasperi.  Ho tralasciato volutamente Fini. Di lui ci sarà modo di parlare poi.

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