Fa strano e fa anche rabbia. Ci sono problemi seri e veri che devono essere dibattuti. Ci sono cose gravi come le violenze sui minori, lo sfruttamento della prostituzione, il ritenere la donna un oggetto sessuale da segregare, oppure potremmo parlare di come è concesso che società moderne facciano vivere determinate persone al limite della decenza (spesso anche al di sotto). Si potrebbe ma non si fa.
Il sogno di un mercato comune, di un’Europa Unita dopo anni di divisioni e distruzioni è ogni giorno sempre più lettera morta e ridotta a un capitolo di un libro da studiare. E così mentre il Parlamento Europeo passa le sue giornate a dibattere sulle dimensioni delle banane, come rompere la routine sprecando tempo e soldi nostri a discutere per mettere il Vaticano nella lista nera di coloro che non praticano le pari opportunità per la mancanza di donne prete. Certo un vecchio adagio dice che la mamma degli imbecilli è sempre incinta, ma è anche vero che dare la sola possibilità a certa gente di fare cose del genere doverbbe essere vietata. Non per un problema di essere censori, ma per un problema di metodo e giudizio sulle cose. Ditemi quale persona sana di mente penserebbe di citare il Vaticano per questo motivo.
E mentre al Parlamento Europeo si perde tempo, mentre i Polacchi hanno il problema dell’Unione Europea (mi dovrebbero spiegare perchè ci sono entrati, mica gliel’ha ordinato nessuno…), e quando in Italia ci stupiamo della scelta logica di Berlusconi di sostenere la candidatura di D’Alema per la nomina di ”ministro degli esteri dell’Unione” (sfido a trovare un candidato migliore)…in questo caos, questa distorsione del concetto di laicità si tramuta in anticlericalismo e neo illuminismo e contamina quel grande nulla molto altisonante che è la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo.
L’organismo giuridico, extra UE (sia ben chiaro), istituito da apposita convenzione è da sempre stato quell’organismo che nessuno stato ha mai seguito, ma che nella popolazione e nei media ha sempre avuto il suo peso. Dopotutto si parla niente di meno che della CORTE EUROPEA DEI DIRITTTI DELL’UOMO. Solo il nome fa accapponire la pelle. E giustamente siccome non si può parlare di problemi seri, di cosa deve parlare la Corte? Ma di crocefissi nella scuola pubblica italiana.
Bene. A parte le motivazioni che hanno spinto una famiglia a fare ricorso perchè profondamente offesa dal crocefisso, dopotutto abbiamo mezza Italia che guarda Amici e che si commuove per Elisa di Rivombrosa, perchè scandalizzarci? Bene. Assodato questo, oggi i grandi giudici hanno emesso una sentenza che dice che la presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce «una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni» e una violazione alla «libertà di religione degli alunni».Il neo illuminismo sta di casa qui e l’anticlericalismo si traveste da diritto. Le tradizioni e la storia di un paese deve giustamente essere spazzata via con poche righe da parte di 7 notabili che vedono di buon occhio la religione del diritto. Il nulla viene eretto a principio di parità e uguaglianza, perchè la sola diversità o il solo richiamo alle tradizione può essere offensivo. L’isteria del “faccio ricorso” diventa il nuovo motto di questa società.
Ora siamo seri, giustamente governo e ministri dicono che faranno ricorso, ma io oggettivamente prenderei la sentenza e la userei come lettiera del gatto. Ritengo che l’indignazione della classe politica italiana è confortante per il futuro di questo paese. Da Fini a Bersani passando per Alemanno e Bondi abbiamo una condanna univoca. Pesano come macigni le parole di Bersani per il quale il crocifisso “è una tradizione non offensiva per nessuno”. Bersani si mostra da subito un’altra pasta rispetto ai cattolici adulti Prodi e Franceschini: è meglio un laico che rispetta i cattolici che cattolici che non rispettano se stessi. Ci va duro Fini che dice “laicità delle istituzioni che è valore ben diverso dalla negazione, propria del laicismo più deteriore, del ruolo del cristianesimo nella società e nell’identità italiana”. Così anche chi pensava che il presidente della Camera avrebbe applaudito la cosa, si trova in braghe di tela.
Le uniche voci fuori dal corso sono ovvimente dell’associazione atei e agnostici, dell’unione mussulmani d’Italia e di Paolo Ferrero segretario di Rifondazione comunista: «Esprimo un plauso per la sentenza: uno Stato laico deve rispettare le diverse religioni, ma non identificarsi con nessuna». Forse da questa affermazione si capisce perchè i comunisti in Parlamento sono estinti.
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[...] non pagano le tasse, non hanno la pensione, ma godono di statuto diplomatico e immunità. Su alcuni blog, ultimamente, li hanno massacrati. I giornali sono stati più miti: il Corriere della sera ha [...]
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