Il punto di Paolo Pagliaro di ieri centra in pieno il problema delle elezioni regionali e della reale portata della vittoria del centrodestra: la maggioranza nella conferenza Stato-Regione.
Al di là delle bandierine e dei confronti ora con le regionali del 2005 ora con le europee del 2009, quello che non può passare inosservato è il contesto generale: le 20 regioni.
Per quanto riguarda la posizione assunta dal leader del PD, on. Bersani, che ha sottolineato che “non mi sento di dire che ho perso”, basti citare tre punti:
1 – la prima pagina di Repubblica di ieri titolava “La destra vince…”;
2 – Di Pietro ha detto “ha vinto il centrodestra”;
3 – Se ancora non bastano, va sottolineato che solo quando si perdono le elezioni si va a convocare d’urgenza il coordinamento nazionale.
E così, mentre sui giornali impazzano le analisi del post voto (le nostre le abbiamo già fatte prima qui e poi qui), mentre nella rete comincia il carosello dei rosiconi (dove il livello delle discussioni oscilla fra Berlusconi ladro, Lega razzista, sembra che in quel seggio quelli di destra abbiano fatti brogli..etc…etc), mentre dopo 20 anni ci dicono ancora che fra Lega e PDL scoppierà maretta e che non potranno governare, faccio mio il titolo dell’editoriale di Antonio Polito oggi sul Riformista: A furia di pareggi (lo dissero sia per le europee e amministrative del 2009, ora lo riafferma Bersani dopo le regionali 2010) il PD non vincerà mai lo scudetto.
