Archivio per marzo, 2010

Il punto di Paolo Pagliaro di ieri centra in pieno il problema delle elezioni regionali e della reale portata della vittoria del centrodestra: la maggioranza nella conferenza Stato-Regione.

Al di là delle bandierine e dei confronti ora con le regionali del 2005 ora con le europee del 2009, quello che non può passare inosservato è il contesto generale: le 20 regioni.

Per quanto riguarda la posizione assunta dal leader del PD, on. Bersani, che ha sottolineato che “non mi sento di dire che ho perso”, basti citare tre punti:

1 – la prima pagina di Repubblica di ieri titolava “La destra vince…”;

2 – Di Pietro ha detto “ha vinto il centrodestra”;

3 – Se ancora non bastano, va sottolineato che solo quando si perdono le elezioni si va a convocare d’urgenza il coordinamento nazionale.

E così, mentre sui giornali impazzano le analisi del post voto (le nostre le abbiamo già fatte prima qui e poi qui), mentre nella rete comincia il carosello dei rosiconi (dove il livello delle discussioni oscilla fra Berlusconi ladro, Lega razzista, sembra che in quel seggio quelli di destra abbiano fatti brogli..etc…etc), mentre dopo 20 anni ci dicono ancora che fra Lega e PDL scoppierà maretta e che non potranno governare, faccio mio il titolo dell’editoriale di Antonio Polito oggi sul Riformista: A furia di pareggi (lo dissero sia per le europee e amministrative del 2009, ora lo riafferma Bersani dopo le regionali 2010) il PD non vincerà mai lo scudetto.

Su Zaia in Veneto

Pubblicato: 31 marzo 2010 in Politica
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Un sms Riformista (ep. 15)

Idealista

La vittoria di Zaia sul Veneto è la conferma che il McItaly è stata un’ottima idea.

Ambrox


Il Riformista, SMS/Mail, pag 17, mercoledì 31 marzo 2010

Dal suo Blog Claudio Cerasa si lancia in una previsione sulle dichiarazioni post-elezioni che mi trova pressocchè concorde:

L’unica cosa certa dopo le elezioni è che tutti diranno che hanno vinto. E avranno ragione: la Lega conquisterà una regione che prima non aveva (il Veneto), il Pdl conquisterà almeno una regione in più rispetto a quelle che attualmente ha (la Calabria sicuro, la Campania forse, il Lazio me sa proprio di no), il Pd perderà regioni rispetto a quelle che ha oggi ma potrà sempre dire che “la maggioranza delle regioni è nostra”, la sinistra potrà trionfalmente testimoniare la sua morte non avvenuta (in Puglia Vendola dovrebbe farcela, ma chissà). Gli unici che rischiano di fare una figura così così sono i dipietristi (che andranno secondo me peggio delle Europee) e i centristi dell’Udc, che anche se riusciranno a contribuire al successo di qualcuno (leggi: la Bresso in Piemonte) difficilmente riusciranno a farsi un giretto sul carro del vincitore.

Personalmente sull’esito delle elezioni regionali confermo quanto scritto qualche giorno fa: ovvero che alla fine quello che conterà davvero non sarà il risultato “tennistico” ma quello che sarà il totale dei cittadini governati, che potremmo leggere correlato al numero totale di voti ottenuti. Per quanto riguarda un giudizio di merito su queste elezioni e volendo uscire dalla logica del Berlusconi vs Bersani (o del Berlusconi vs Magistratura, o del Berlusconi vs Santoro), faccio mio quanto detto dall’on. Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera, che incalzato da Fede, affermò che ogni cittadino deve andare a votare pensando a come è stato amministrato nella sua Regione in questi anni: se ha un giudizio positivo confermi i suoi governanti, se non ha un giudizio positivo, rischi cambiando schieramento.


Apprendiamo da il sussidiario.net, che il video che girava in rete sulla Bresso è stato manipolato.In realtà la Bresso ha detto “NON MUOIA SIGNORA”.Di seguito il video vero.

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Da ieri gira per la rete questo filmato interessante…si direbbe che, complici gli ultimi sondaggi, la calma e l’aplomb della candidata del PD alla presidenza del Piemonte, Mercedes Bresso stia lentamente scemando così come il vantaggio sul candidato del centrodestra Roberto Cota.Sull’argomento suggerisco un interessante articolo pubblicato oggi su Il Foglio, scritto da Cristina Giudici “Lega Santa e Diavolo Mercedes”, che potete leggere qui.

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