Proprio non ci riescono. Capiamo la tentazione, siamo tutti uomini e sappiamo che ci sono cose che ti tentano al punto tale che te le senti crescere e propagare dentro. Ti senti portato a farle, combattuto fra un sorriso a trentadue denti e un ghigno accennato su una faccina da cane bastonato. E così dopo le polemiche dei giorni scorsi, le varie mail di protesta piovute sul sito di Famiglia Cristiana e dalle parole di fuoco che rimbalzavano fra i blog e i quotidiani Libero e Il Giornale, ecco che sul sito di Famiglia Cristiana assistiamo alla reazione. Va bene essere cristiani e porgere l’altra guancia, avrà pensato Don Sciortino, ma a tutto c’è un limite. Dopotutto sono sempre il direttore di Famiglia Cristiana, e pazienza se mi legge sempre meno gente, il nome è una garanzia.
Quindi ecco che il Blog”Don Sciortino risponde”, si apre con una scritta “Non ci meritiamo tanto disprezzo e disistima”. Una risposta alle critiche? No mai. Troppo in alto per poter rispondere e poi col demonio non si parla, si scaccia. E quindi una parata di mail di supporter di Famiglia Cristiana, attestati di stima e solidarietà, che diciamocelo…sono anche giusti, qualcosa di buono FC l’avrà pure fatta. Sette lettere. Sette come le virtù e i doni dello Spirito Santo, ma anche come i peccati capitali e le piaghe d’Egitto. Devo dire che con la simbologia si gioca abbastanza bene. Fin qui niente di strano, diciamo che la cosa più stucchevole e meno cristiana (secondo il comun sentire) è la nota a piè pagina a cura di Don Sciortino in persona che si erige a moderno San Sebastiano mai domo a mostrare ai suoi devoti le numerose frecce del martirio e fare sempre la lezioncina.
Di proposito non ho dato spazio alle lettere contrarie, perché agli insulti, spesso pesanti da chi pur si confessa cristiano, non si risponde. Non c’è terreno di confronto e crescita comune. Non potevo, invece, esimermi, dal pubblicare una ridottissima parte delle migliaia di lettere e messaggi solidali, e cogliere l’occasione per ringraziare tutti. Per l’affetto e la solidarietà di cui ci avete circondati, a fronte di attacchi velenosi e pretestuosi. Quando non si hanno argomenti per controbattere, si passa agli insulti, alle intimidazioni e alle minacce. Anche personali. Basta solo questo a far capire che il momento che stiamo vivendo nel Paese è molto delicato. Ed è quanto mai necessario che uomini “liberi e forti”, che pur sono tanti nel Paese, escano dal letargo e dall’ignavia. In ogni istituzione.
E quindi fra “setimenti di sconcerto e disgusto” (cito dalle lettere), fra coloro che “approvano i vostri sani princìpi etici e morali”, Don Sciortino affronta la “protervia del potere” offrendo “un’informazione libera, equilibrata e coraggiosa”. Il tutto facendo sfoggio, come una canonica Paris Hilton, di migliaia di lettere e messaggi solidali e bollando come insulti le richieste di spiegazioni e i commenti di chi al pari di lui si permette di giudicare fatti e vita politica.
Concludo il capitolo Famiglia Cristiana sottolineando un ultimo aspetto. E’ interessante notare come sia nel corsivo di Don Sciortino, quanto nelle lettere selezionate, configurino più volte le parole “principi”, “etica”, “morale”, “valori”, “valori cristiani”. E mai, sottolineo MAI, compare la parola che da origine a tutto questo: Cristo. Non me ne vogliano ne i redattori di Famiglia Cristiana, ne i suoi fans (di vecchia data o i nuovi fans del gruppo Repubblica & Co.) ma credo che il problema di tutto sia proprio questo scollamento. Questa divisione fra Cristo e i cosiddetti valori. Contraddizione che ci porta a ritenere più importanti degli astratti principi di moralità da dei richiami reali come quelli dei Vescovi e del Papa.Non è un caso se più di un Alto Prelato, parlando di Famiglia Cristiana, abbia fatto a gara per un “no comment” o un “non rappresenta la Chiesa”. Forse la grande frattura fra i cattolici oggi è proprio questa. La frattura fra chi è devoto a Cristo e chi ad un principio. Fra quanti considerano un delitto uccidere un bimbo con una pillola, trattandolo al pari di un virus, e minare il sacramento del matrimonio. E quanti invece considerano un olocausto evadere le tasse e andare a puttane.
