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La settimana scorsa il PD e tutte le opposizioni, con eccezione dell’UDC, sono scese in piazza contro il governo Berlusconi. Per gli organizzatori erano presenti 300 mila persone. Per la questura erano 25 mila.

Domenica è sceso in piazza il PDL a sostegno del governo Berlusconi e per “l’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio”. Gli organizzatori hanno parlato di più di un milione di persone. Per la questura erano presenti fra le 120 e le 140 mila persone.

A parte le diatribe sui numeri che sono storie e balletti che si ripetono ad ogni manifestazione (basta pensare alla grande manifestazione del PD del 2007, dove si parlava di due milioni di persone…cioè 7 volte gli abitanti di Firenze..una cosa folle) e non volendo dare un giudizio sul merito delle cose dette e proposte dall’una o dall’altra parte, c’è un dato che deve far riflettere. Il rapporto di forza fra i numeri.

Dopo il caos liste e il “decreto salva-liste”, Di Pietro e Bersani hanno chiamato la piazza alla mobilitazione contro “il regime”. A questa manifestazione hanno aderito tutti i micropartiti di sinistra, cogliendo la palla al balzo anche per avere un po’ di visibilità. Sembrava che Roma dovesse aprire le porte alla nuova invasione barbarica. Dalle poche immagini di quella giornata si vedeva che le cose non erano andate così, e forse il PD & soci devono ringraziare la par condicio che in pochi se ne sono accorti. Ad una settimana dalla manifestazione si fa fatica a trovare in rete delle immagini di panoramica sulla piazza.

Sabato è toccato a Berlusconi. In molti scuotevano la testa. Feltri e Belpietro in prima fila. Sia perchè i moderati di norma se ne stanno a casa e non vanno a manifestare sia perchè, viste come erano andate le cose all’opposizione, forse era meglio soprassedere. Niente di tutto questo si è verificato. I numeri parlano chiaro. Che siano buoni i dati degli organizzatori (1 milione contro 300 mila), che siano buoni i numeri della questura (150 mila contro 25 mila), il risultato non cambia. Il partito di governo ha mobilitato il triplo delle persone dell’opposizione. E si che stare all’opposizione di norma è più facile. I più maligni possono dire che basta andare contro e cavalcare la tigre del malcontento (e di questi tempi i malcontenti non mancano).  Deve quindi far pensare l’opposizione se non riescono a mobilitare più persone del governo. Se la sinistra storicamente padrona della piazza non riesce a vincere la sfida della piazza contro la destra. Se il PD e le opposizioni non riescono ad incanalare il malcontento della crisi come possono sperare di porsi come forza di governo? E siamo a 5 giorni da una sfida elettorale nella quale il PD ha tutto da perdere: 11 regione governate su 13. Il piatto forte delle sinistre sono da sempre le elezioni regionali. Quando domenica si apriranno i seggi la sinistra dovrà confermarsi nelle 11 regioni che già governa. Se alla chiusura delle urne la sinistra governerà in 11 regioni, avrà confermato quanto è ad oggi. Niente di più. Avrà detto “ehi siamo ancora vivi..ci siamo”.

Ad oggi i sondaggi danno per certo il passaggio della Calabria e della Campania al centrodestra. Per non parlare della scontata conferma in Lombardia e Veneto. Che si aggiungono alle regioni che già il centrodestra governa e che è andata a vincere negli ultimi due anni (Sicilia, Sardegna, Abruzzo, Molise, Friuli). Nel giro di due anni la geografia regionale politica dell’Italia si è ribaltata confermando quel trend di spostamento dell’elettorato che da due anni pare inarrestabile.

Bersani e soci possono solo limitare i danni a queste elezioni : vincere in Piemonte grazie all’UDC, confidare nella Bonino nel Lazio e nel tanto bisfrattato Vendola in Puglia. Un enforcing totale per limitare i danni e per scacciare quel fantasma di fallimento del progetto PD che a due anni dalla nascita rischia veramente di  lasciare una desolazione a sinistra senza pari nella storia italiana.

Forse è un bene restare a parlare di guerra di cifre….

l’Affondo quotidiano (II puntata)

Pubblicato: 16 marzo 2010 in Affondo
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La rete antirazzista napoletana ha chiesto la rimozione dei soldatini in piombo raffiguranti SS da una vetrina. “Questo non e’ un gioco”. Il CDA RAI ha chiesto la rimozione dei talk show dalla Rai. I giudici hanno chiesto la rimozione della lista PDL dal Lazio. Di Pietro ha chiesto la rimozione di Berlusconi. Questo e’ un gioco?

l’Affondo quotidiano (I puntata)

Pubblicato: 15 marzo 2010 in Affondo

per un Nichi che decolla c’è un Nicolas che tracolla..forse era meglio per Sarko e per la grandeur dire Zì a Berlusconi e No ad Angela. Per un italico Silvio che doma le tre furie Patrizia, Veronica e Rosy, un Nicolas che perde un regno per una donna e un figlio ventenne…meno male che c’è Carla Bruni….o no?