Devo dire che ha ingannato molti, me compreso. Tutt’oggi aprendo Il Giornale, si legge che Fini avrebbe paura del voto anticipato.
Io non ci credo. Non credo ne’ al delirio mediatico che in questo mese ha visto farsi largo l’idea del complotto anti-berlusconi e dell’asse Fini-Casini, ne’ tanto meno all’idea di un Fini timoroso delle elezioni anticipate. Credo molto più semplicemente che il problema non si pone e non si è mai posto.
Che Gianfranco Fini si sia smarcato e cerchi di dar vita ad un dibattito culturale e identitario all’interno del PDL è vero. Il PDL è un partito nato dalla fusione dei due prinipali schieramenti del centrodestra. Un partito nato in mezzo ad una piazza con Silvio Berlusconi che urlava da un’auto in mezzo alla folla. Un cartello elettorale quindi. La strada per diventare partito passa dal dibattito e dalla democrazia interna. Non siamo mica al PCI degli anni ’50, che magari non aveva democrazia ma aveva una solida base ideologica.
Facciamola breve. Posto che Berlusconi chiede di poter governare senza dover essere tirato per la giacca dai PM ogni tre per due, occorre trovare una soluzione. In principio fu il Lodo Schifani, ma la Corte Costituzionale lo bocciò. Poi venne il Lodo Alfano, bocciato anch’esso. A questo punto che fare? Di per se’ il PDL e la Lega avrebbero i numeri alla Camera e al Senato anche solo per decidere che da oggi in Italia, è vietato portare gli orologi al polso, quindi non avrebbero di sicuro problema ad approvare un nuovo lodo Alfano. Il problema semmai è di opportunità politica, è di comun sentire delle forze politiche. Posto che l’Italia dei Valori è allo sfascio, dilaniata da una guerra civile interna, e che il PD è in ricostruzione, occorre creare un plenum che arrivi all’UDC e che faccia passare un lodo tris come volontà del Parlamento e non di Berlusconi.
Ritengo che in questo mese abbiamo assistito ad un simpatico siparietto fatto ad arte: Feltri che attacca Fini, testimoni che riferiscono di urla dalla stanza Fini-Berlusconi, il riavvicinamento di Casini, la minaccia di elezioni anticipate, l’intervista di Cossiga. Il tutto per arrivare al punto in cui siamo ora. De facto Berlusconi sta passando per quello che oggettivamente è: un perseguitato dalla magistratura. Che gli innumerevoli procedimenti che lo vedono coinvolto siano giustificati o meno, lo stabilirà la magistratura. Certo mi sembra strano che tutti questi processi lo coinvolgano da quando si è dato alla politica e non da prima. Ma sono idee personali.
Se Berlusconi passa agli occhi dei comuni mortali come un martire dei giudici, dal punto di vista politico si conferma scaltro: bocciate lo scudo per le alte cariche dello Stato? Allora approviamo una legge abbrevia processi che me li manda tutti in prescrizione. Per sintetizzare il succo dell’intervista di Cossiga sul Giornale “quando hai indiani e frecce da tutte le parti, se non vuoi fare la fine di Custer, l’unica è spezzare l’assedio. Attaccare è la miglior difesa”.
Il Premier ha alzato la posta in palio, i numeri sono dalla sua, e ora da Fini a Casini si parla di rendere costituzionale il Lodo Alfano. Fini ha anche aggiunto “si può andare avanti con entrambi i progetti”, il Lodo Alfano costituzionale e i processi brevi. Nei giorni scorsi c’era stata un bellissima pagina sul Foglio su Gianfranco Fini e le sue truppe (qui),e notevole è anche l’analisi di Pansa uscita ieri su Il Riformista dal titolo “Se molla tutto, Fini va ko” (qui). Analisi che vi consiglio di leggere. Sono state le uniche due pagine che si sono approccciate al rapporto Fini-Berlusconi senza polemica. Per sintetizzare l’analisi di Pansa “ Tutto va avanti come oggi. Il Cav continua a governare. Cercando di salvarsi da chi lo vuole condannato in uno dei tanti processi. Da chi lo vuole in bancarotta finanziaria. E dalla moglie Veronica che pretende la metà del suo patrimonio. Questa ipotesi è l’unica che giova a Fini.” E anche a Berlusconi, oserei aggiungere.
La dichiarazione di ieri di Fini che in un colpo solo avvalla un lodo costituzionale, l’avanti tutta sui processi brevi, il basta alle accuse di complotto, segna per mio dire una svolta. Fini dal mio punto di vista ha sempre recitato volente o nolente la parte del quasi traditore senza esserlo. Non so se ne era cosciente o meno. Ma sono certo che anche Berlusconi non ha mai avuto dubbi su Fini. Il riavvicinamento di Casini è strategico per il Lodo, poi le alleanze arriveranno. Ma non sono così importanti in questa fase.
Il Pd fa sapere che il “testo non piace” e che i principi del ddl Alfano sono contrari al principio di uguaglianza, ma chi lo sa se dopo l’elezione di D’Alema a Ministro egli Esteri UE le cose cambieranno. Dopotutto il testo sui processi brevi fu a sua volta presentato dalla Finocchiaro. Quindi una loro opposizione al testo è quanto mai ridicola.
Dunque ricapitoliamo: il ddl Alfano sembra avere la strada spianata per diventare costituzionale, la legge sui processi va avanti. Siamo sicuri che Fini e Berlusconi si stanno facendo la guerra?