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Dibattito molto interessante peccato che sfugge un’ovvietà: non esiste nessun codice da Feltri, magari occorre interrogarsi perchè se Repubblica-Unità-Manifesto-Corriere-Stampa-Espresso scrivono per mesi del Cavalieri con le puttane e del “lettone di Putin” è libertà di informazione, mentre la Casa di Montecarlo è campagna di fango. Mai sentito parlare di linea editoriale?

Devi dire finalmente. Proprio oggi che i paladini della libera stampa in libero stato si stanno organizzando e si stanno muovendo contro i palazzi del potere e della dittatura, trovo un piccolo video carino e ben fatto: un bell’esempio di satira.

Satira vera, non quella sequela di accuse, di insinuazioni e di offese che viene chiamata satira da parte di chi non sa far ridere e si crede depositario della battuta e della risata, forte dei suoi discepoli, della massa compiacente e di un certo retroterra culturale.

Questo è quanto, vi invito a vederlo (in basso). E’ un video di un annetto fa quindi ci sta che qualcuno l’abbia già visto. Se ci fosse più umiltà e meno polemica pretestuosa, forse di queste cose se ne vedrebbero di più. Ma mi rendo conto che è un po’ una stoltezza dirselo, tanto per citare Montale, visto quello a cui abbiamo assistito ieri nei quotidiani on line e in qualche telegiornale: tutti avevano messo in evidenza titoloni come “Il garante della privacy: «Rischi per la libertà di stampa»”, peccato che nessuno si è sognato di unire a questo anche le altre parole del garante, come la parte in cui si stigmatizza  gli “eccessi” compiuti dai giornalisti, pubblicando “intere pagine di intercettazioni sempre riferite alla politica o agli ambienti dello sport e dello spettacolo e quasi mai ai fatti di criminalità comune o organizzata, anche quando questi ingenerano grande allarme sociale”. Un comportamento che “giustifica in parte il sospetto che spesso si abbiano a cuore più gli indici di vendita, gli share e la concorrenza fra le testate, che non l’oggettivo interesse dell’opinione pubblica”.Ma mi rendo conto che non era utile alla causa della lotta del bene contro le forze del male.

Per non parlare della relazione di Pisanu: tutti pronti a titolare “Pisanu: ci fu trattativa Stato-Mafia“. Che se uno passa e guarda il titolo pensa subito che il governo di allora trattò con la mafia…peccato che se si ha la pazienza di leggere tutto e di cercare in rete, viene fuori un quadro ben diverso: “lo Stato non ha mai trattato. Il governo non ha mai trattato. Singole persone possono aver partecipato a delle intese, a degli accordi. ma chiariamo bene che lo Stato ha vinto.” (vedere per credere nel video del tg 2 in basso). Appunto, chiariamo bene. Qualcuno l’ha spiegato a L’Unità di oggi?

Siccome siamo un popolo di rivoltosi e di conformisti, di servi del padrone e di ribelli, e da qualche giorno siamo anche un popolo che si divide fra grigia massa dei sottomessi e gli eroici partigiani del post-it, ecco la notizia di qualche minuto fa: DI PIETRO INDAGATO PER TRUFFA.

Siamo innocentisti e garantisti, e siamo consci che indagato non vuol dire colpevole…è però curioso..è curioso che sia lui a finire nel mirino, l’eroe di tante battaglie per la legalità, il paladino di manipulite, l’uomo che sente odore di p2 e di colpo di stato dietro ogni cosa e lo scova anche nei bagni di Montecitorio. Il Tonino nazionale. Chissà se griderà al complotto e all’intimidazione, forse si dirà che è un personaggio scomodo, o forse che non di reato si tratta ma di diritto al rimborso: dopotutto la rappresentanza democratica non può essere senza soldi!

Sarà curioso vedere se si farà scudo dell’immunità da europarlamentare (come già una volta ha fatto) o se affronterà il processo. Saranno curiose le reazioni. Sarà divertente vedere i compagni di partito. Se i fieri e puri De Magistris e Alfano lo appoggeranno o lo dichiareranno decaduto e pronti a eleggere un nuovo leader. Se Travaglio lo crocifiggerà nella prima pagina del Fatto e se Report andrà ad indagare in cotanto marciume. Per ora in questa nebbia stanno andando ad indagare i segugi del corriere e i famelici mastini di Libero e de Il Giornale.

E’ triste la vita del capopopolo, ma così è la vita, da ben prima di Tonino e da ben prima di Robespierre. Ci saranno sempre vittime da immolare al dio Legalità e chi è Di Pietro per sottrarsi a questo? Chi è un uomo di fronte alla legge e al diritto di sapere. Di infangare. Di post-ittare!

Ci sarà da divertirsi in questo nuovo show di questo circo chiamato politica. Per ora vi invito a vedere la notizia sulle prime pagine dei giornali. Fa piacere vedere come i puristi apostoli della legalità e della lotta alle evasioni e alle truffe rileghino la notizia a piè pagina. Ma dopotutto….è solo una fuga di notizie…è tutto da dimostrare..sono chiacchiere..Caro Di Pietro, come recita il salmo “chi crede di stare in piedi guardi di non cadere”

Il giornalista iraniano Hamid Masoumi Nejad, arrestato ieri dai militari della Guardia di Finanza di Milano, per un presunto traffico di armi con l’Iran, sarebbe stato in realta’ vittima di un complotto ordito per vendicare alcune sue ”rivelazioni fatte sulla crisi economica italiana e sui casi di corruzione e scandali di Berlusconi. Lo afferma il sito dell’IRINN, canale news della tv iraniana in lingua italiana.  (Corriere della Sera)

Ieri si è consumata la farsa finale. Di fronte all’europarlamento sono state bocciate le due mozioni che avevano come oggetto la tanto sbandierata libertà di stampa in Italia. Dapprima è stata bocciata la mozione presentata dal PPE poi quella presentata da Pd-Idv.

Inutile dire che il testo delle mozioni era di segno opposto. In quella sostenuta dal partito popolare si diceva espressamente che in Italia non esiste alcuna minaccia alla libertà di stampa e soprattutto che l’europarlamento non può essere utilizzato per gestire le diatribe interne dei paesi membri, come ha espressamente detto il Presidente della Repubblica Napolitano.

FRANCE-EU-ITALY-PRESSL’altra mozione, che aveva fra i firmatari Sonia Alfano dell’Idv, riportava strali allarmistici sullo stato del nostro paese:

considerando che vi sono segnali indicanti che in vari Stati membri il pluralismo dei media è sotto attacco; considerando che, nella sua relazione annuale sulla libertà di stampa, l’organizzazione Freedom House ha collocato l’Italia al 73esimo posto della classifica e menzionato anche la situazione critica di Romania e Bulgaria; considerando che anche l’Alto rappresentante dell’OSCE per la libertà dei mezzi d’informazione ha espresso preoccupazione per la situazione in Italia in una lettera inviata il 20 settembre alle autorità italiane e alla Federazione nazionale della stampa italiana,….considerando che, negli ultimi mesi, in Italia i motivi di preoccupazione sono aumentati a causa del perdurante conflitto di interessi relativo alla proprietà di mezzi d’informazione da parte del Presidente del Consiglio e al controllo politico esercitato da quest’ultimo sui principali media, sia pubblici che privati, incluso il controllo della ripartizione delle risorse pubblicitarie; considerando che il governo interferisce pesantemente nel servizio televisivo pubblico, in particolare in relazione alla definizione dei programmi e alle nomine di direttori, redattori e giornalisti, il che si ripercuote sul pluralismo dei mezzi d’informazione, come indicato dal principale istituto di monitoraggio dei media in Italia, l’Osservatorio di Pavia; considerando che il Presidente del Consiglio italiano ha avviato azioni legali contro alcuni quotidiani italiani ed europei ed ha chiesto recentemente che i portavoce della Commissione europea si astengano dal fornire qualsiasi informazione….” (per il testo completo)

Anche questa mozione così come la precedente ha subito una sonora bocciatura. Quello che mi ha colpito è stata soprattutto la reazione di alcuni parlamentari italiani. Che la truppa guidata da Borghezio & Co. si lanciasse in epiteti e urla contro i piddini  e gli idvini era scontato. Ma mi risulta stridente le reazioni di chi come Arlacchi dell’Italia dei Valori giudica l’anomalia della doppia bocciatura delle mozioni affermando che i parlamentari avevano subito pressioni e minacce e che “ognuno usa le armi che gli sono proprie : noi la trasparenza mentre loro si muovono sul piano delle pressioni e delle minacce. Senza, il risultato sarebbe stato completamente diverso. È difficile lavorare in queste condizioni-. Il “berlusconismo” come metodo di lavoro si è allargato su tutta l’Europa“. Questa continua ricerca al complotto e al nemico è estenuante e logorante. E non può non essere giudicata come un modo, spesso usato, per volgere lo sguardo di chi di osserva lontano dal problema. Ritenere che i documenti hanno subito una doppia bocciatura perchè politicamente ridicoli e irrilevanti ai fini dell’Unione no? Fermarsi a chiedere se il collega irlandese che in modo imbarazzato dice “we got pressure”, forse lo afferma per non dire apertamente che quello che ieri si è visto al parlamento europeo era un pagliacciata? Forse è più facile gridare al complotto berlusconiano sull’UE e innalzare a tribunali mondiali della libertà sia la Freedom House che Reporter senza frontiere. A questo punto non posso non chiedermi, ma se Berlusconi è così influente sui governi europei al punto di influenzare i voti dei singoli deputati all’europarlamento, indipendentemente dal partito di cui fanno parte, com’è che contemporaneamente ci viene detto che lìItalia non conta niente in Europea?