Dicevano che al rientro delle vacanze sarebbe esploso un autunno caldo. Lo annunciavano da sinistra. Lo dicevano i giornali. Sarà che siamo in Italia e tutte le volte che annunciamo qualcosa finisce che va tutto al rovescio. Siamo tornati dalle ferie ma siamo stati accolti dalla nuova era dei falchi di Berlusconi e del PDL (con Lega annessa) e il PD e la sinistra sono scomparsi. Scomparsi dalle cronache politiche. Scomparsi dalla scena. Quello che andato in onda è stato un film diverso da quello che i sostenitori di D’Alema e soci si aspettavano. Speravano di mettersi comodi a guardare “Porzûs”, ma quello che hanno visto è tutto un altro film, un’altra città, altri protagonisti. All’avanzata della resistenza si sono sovrapposte le immagini di “Non ti Muovere”. Aprendo i giornali e sentendo i tg, per ogni italiano è stato come vedere Castellito che possedeva Penelope Cruz nel vicolo. Sotto la pioggia battente. Peccato che quel vicolo è la Puglia. Castellito è un assessore. Penelope Cruz è ora una professionista che vuole un contratto con la PA, ora una madre con figli disoccupata.
Non facciamo in tempo a stigmatizzare Feltri per gli attacchi a Boffo e a ricordare che questa guerra l’hanno iniziata Mauro e D’Avanzo, che sembra non esserci limite allo scandalo. Questa volta non si tratta di un escort. Non si tratta di una donna che prima riceve soldi per andare a letto con il premier (la domanda è da chi li riceve) e, stando a quanto scrivono Libero e Il Giornale, prende circa 30 mila euro per rilasciare dichiarazioni a La Repubblica. Si parla di una madre che vive il dramma della disoccupazione e che ha due figli da sfamare. Cosa non si fa per i figli. E cosa non si fa per un lavoro se pensiamo alla professionista che voleva accaparrarsi una consulenza con la Regione.
Non si parla neanche di Berlusconi. Si parla di due ex assessori della prima giunta Vendola. Vendola. L’uomo nuovo della Puglia. L’estermista (come scrisse lui genialmente in quella campagna di comunicazione che passerà alla storia) che vinse le primarie del PD e che travolse Fitto in Puglia. Il golden boy della sinistra radicale. Vanto di Bertinotti ed erede di quella tradizione di superiorità morale del centrosinistra che tanto è cara a ogni proletario. L’uomo che dopo la vittoria di Ferrero alla guida di Rifondazione, se n’è andato sbattendo la porta. Lui che era il più titolato. E’ l’ennesimo scandalo. Prima la sanità ora il sexgate. Ora una madre disoccupata con figli.
Per carità stiamo parlando di filoni di indagine. E in Italia vige il regime di presunzione di innocenza. Può darsi che tutto finisca in un proscioglimento, ma la notizia fa schifo lo stesso. Tocca il cuore stesso della famiglia. Dell’uomo. Dell’affetto.
E mentre Vendola si trova sempre più isolato, il PD cosa fa? Doveva esserci un grande dibattito congressuale, ma complice il ritiro dei ministri dalla festa del PD e l’attacco di Feltri, non si parla più di Franceschini-Bersani-Marino. In due giorni le dichiarazioni più importanti del PD sono state affidate a Sassoli che ha stigmatizzato il Premier per l’attacco all’UE. Certo non è l’ultimo militante che fa parcheggiare le macchine. Ma non è neanche la punta del partito.
A questo si aggiunge il sempre più nutrito gruppo dei non allineati. Così si chiamano e sono sempre di più. Capeggiati da Chiti, vediamo nomi come Amato, Finocchiaro, Chiamparino, Valtroni, Prodi, Zingaretti. Tre candidati e una massa di gente che se ne sta a guardare. Pare di essere all’Arci a vedere tre vecchi amici che urlano giocando a carte. Prima urlano sui segni, poi sul carico e infine sui punteggi. E all’improvviso il barista si fa coraggio e esce dal banco, si avvicina ai tre che stanno disturbando tutti. La gente lo guarda ed è con lui, ma si limita a guardare e a seguire la scena con gli occhi. Il barista vuole salvare il locale e la clientela. Non vuole che arrivi la polizia per schiamazzi. Ed ecco che i tre lo vedono e si calmano. Visto che ci sono ordinano anche un Fernet.
E’ quello che è successo ieri. I non allineati si troveranno presto a Firenze per fare un appello per salvare il PD. Hanno preparato un documento che si chiama “salviamo il PD”. Speriamo. Nel frattempo i tre litiganti se ne esco di nuovo d’amore e d’accordo. Niente risse. C’è chi parla di un traghettatore. Tutti ora vogliono le primarie di coalizione e allearsi con l’UDC. E le differenze? Perchè litigavano?
D’Alema ieri con Tabacci ha fatto un piccolo show alla Festa del PD. Si parla di Comitato di Liberazione nazionale contro Berlusconi. Vedremo. Le incognite sono tante.
Innanzitutto c’è la debolezza di un partito che lascia a Ezio Mauro la responsabilità di un’opposizione. Un’opposizione di attacco contro Berlusconi. Giusta o sbagliata che sia, è una forza senza proposta politica. Mauro ora è dentro fino al collo. Berlusconi lo chiama in causa come evasore, e Libero ieri ha fatto vedere le contraddizioni della sua difesa alla festa del PD. Ora la via d’uscita è lanciare appelli on line. Ora per l’Europa, ora per la libertà di stampa. Ma intanto c’è pure una denuncia per diffamazione.
I tre sfidanti al titolo di segretario se ne tornano a casa. Abbassano i toni. Ora Berlusconi ha rifatto la voce grossa, non scanniamoci. Uniamoci. Uniamoci anche con l’UDC. E poco importa se nel 1996 avevamo la maggioranza senza l’UDC. Se nel 2006 siamo andati a governare con il paradosso di aver avuto meno voti in totale ma più seggi. E sempre senza l’UDC.
Ma ora che ci penso, siamo sicuro che Buttiglione, vero leader del partito di centro, voglia allearsi con il PD?
Caro Vannino hai ragione te. Salviamo il PD.