Sabato prossimo si terrà a Roma la tanto conclamata manifestazione sulla libertà di stampa.
La manifestazione avviene in un clima che vede i giornalisti sempre più divisi, dove spesso e volentieri si alternano opinioni in contrasto fra loro. Quindi se per Libero e Il Giornale, la manifestazione di sabato è una manifestazione strumentale di chi vorrebbe fare un uso a senso unico dell’informazione, per Repubblica e L’Unità è il momento massimo per gridare contro il regime di Berlusconi. Una posizione nota e dovuta: dopo che l’inchiesta di Bari si è rivelata tutta sul PD, il pugnale per colpire Silvio porta impresso le parole “libertà di stampa minacciata” da due denuncie del Premier.
Si potrebbe obbiettare che il paradosso massimo l’abbiamo visto ieri quando l’opposizione ha applaudito il presidente della Camera Fini che aveva reso noto tramite il suo avvocato di aver denunaciato Feltri. Applausi e ovazioni dal PD all’Italia dei Valori. Un coro a cui si è unita anche Repubblica e L’Unità, però in questo caso è curioso notare come la denuncia sia legittima e non sia contro la libertà di informazione.
In questo marasma ci sono ben altre posizioni, e sicuramente le più interessanti sono quelle tenute da Il Riformista di Antonio Polito e L’Altro di Pietro Sansonetti. Uno quotidiano della sinistra riformista e uno della sinistra radicale. Ebbene ambedue dicono a caratteri cubitali la realtà dei fatti, ovvero che non dobbiamo essere ridicoli, la libertà di stampa non è di certo in pericolo! O meglio, come dice Sansonetti, un pericolo c’è:
“alla manifestazione che si terrà sabato prossimo. Quella per la libertà di informazione. Alla quale noi dell’Altro parteciperemo convinti, perché siamo convinti che in Italia ci sia un enorme problema di libertà di informazione. La libertà di informazione è strangolata dal triopolio Berlusconi-De Benedetti-Rcs. Questi tre gruppi politico-industriali controllano il 90 per cento dei grandi mezzi di informazione. E controllano i partiti di riferimento, e attraverso i partiti di riferimento hanno potere assoluto sulla Rai.
Noi speriamo che la manifestazione del 19 non sia – come rischia di essere – una manifestazione dei debenedettiani contro i berlusconiani, sennò è un disastro. Se succederà questo sarà una spinta ulteriore a ridurre e non ad allargare la libertà di informazione. Ma anche in questo caso non faremo l’Aventino. Saremo lì, con la speranza di potere trovare interlocutori che vogliono la stessa cosa che vogliamo noi: che i giornalisti si riprendano in mano l’informazione, e rompano il patto infame – il patto al silenzio, o viceversa allo scandalismo – con i propri editori.” (P. Sansonetti, L’Altro, 15 settembre 2009)