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Se mi tocchi il trippaio…

Pubblicato: 27 luglio 2009 in Politica
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Finalmente siamo ad una svolta. Firenze può tirare un sospiro di sollievo. Ogni fiorentino che si rispetta potrà gustarsi il suo panino al lampredotto sorseggiando un gottino di vino.

Per giorni la città era percorsa da strane grida di allarme. “Vogliono vietare la vendita di alcol anche ai trippai”. Apriti cielo! Mobilitazione dei commercianti! Il sindaco Renzi, e su questo gli va dato atto, si è subito messo alla testa della rivolta chiedendo una disobbedienza civile. I giornali di Firenze snocciolavano cifre che hanno fatto perdere il sonno a mezza città. E così per giorni.

Stasera si è appena concluso il consiglio comunale (il terzo della gestione Renzi) nella quale il vicesindaco Nardella, spalleggiato dal presidente della commissione sviluppo economico, Enrico Bertini (PD), si è lanciato in una crociata anti decreto attuativo del governo italiano, perche stando alle parole di Bertini “Noi riteniamo che il sindaco debba fare chiarezza con una delibera o con una ordinanza per coprire il periodo di ‘vacatio legis’ tra il 29 luglio, giorno della entrata in vigore della legge nazionale, e la data in cui sarà pubblicato sulla gazzetta ufficiale l’eventuale emendamento”. “Quindi – aggiunge Bertini – se anche il Governo dovesse correggere la sua legge, la nostra iniziativa avrebbe comunque il merito di portare fin da subito chiarezza ulteriore in questa materia”. “E c’è anche da sottolineare – conclude il consigliere del Pd – che non è stata l’Unione europea a introdurre il divieto, bensì il Governo, con una svista madornale che lo costringe ora a fare marcia indietro”. Nardella ha subito proposto un’ordinanza interpretativa della norma perchè “la giunta non sta facendo nessun allarmismo, ma ha il dovere di tutelare l’economia e la tradizione della città e di prendere atto della grave preoccupazione delle categorie economiche”.

Peccato per un piccolo particolare: questo tanto temuto divieto non esiste! “Sindaco e giunta devono dire la verità: non è necessaria alcuna interpretazione perché la norma contestata non prevede divieti». Così il consigliere Marco Stella (PdL) e l’onorevole Gabriele Toccafondi commentano le dichiarazioni del vicesindaco Dario Nardella sulla «vendita di alcolici su area pubblica».  «Non è vero che l’Italia, come dice il centrosinistra – hanno aggiunto i due esponenti del centrodestra – che la legge 88 del 7 luglio ha recepito una direttiva comunitaria che vieta la vendita di alcolici su aree pubbliche. E non è vero che serve un’interpretazione della norma. Semplicemente occorreva più sobrietà e soprattutto occorreva aver letto la legge: vi siete fidati di qualcuno e ci avete montato un castello di dichiarazioni fino ad una giornata di disobbedienza».  «Bastava leggere bene la legge – hanno concluso Stella e Toccafondi – noi, come abbiamo già fatto in questi giorni, siamo a disposizione per migliorare la situazione a Firenze, ma per far questo occorre buon senso, senso delle istituzioni ed essere sobri. Invece di fare demagogia il sindaco risolva i problemi concreti di chi lavora su area pubblica a partire dalla repressione del commercio abusivo».

In effetti l’art. 23 della legge 88 del 7 luglio 2009 recita:

1. In conformità alle linee di indirizzo contenute nella strategia comunitaria in materia di riduzione dei danni derivanti dal consumo di alcol, di cui alla comunicazione della Commissione europea COM (2006) 625 def., del 24 ottobre 2006, dopo l’articolo 14 della legge 30 marzo 2001, n. 125, è inserito il seguente:

«Art. 14-bis. – (Vendita e somministrazione di bevande alcoliche in aree pubbliche). – 1. La somministrazione di alcolici e il loro consumo sul posto, dalle ore 24 alle ore 7, possono essere effettuati esclusivamente negli esercizi muniti della licenza prevista dall’articolo 86, primo comma, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni.

2. Chiunque vende o somministra alcolici su spazi o aree pubblici diversi dalle pertinenze degli esercizi di cui al comma 1 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000 a euro 12.000. Se il fatto è commesso dalle ore 24 alle ore 7, anche attraverso distributori automatici, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 30.000. Per le violazioni di cui al presente comma è disposta anche la confisca della merce e delle attrezzature utilizzate
.”

Il linguaggio giuridico e il continuo richiamo ad altre leggi non aiuta. Quello che è chiaro è che il divieto di vendita degli alcolici riguarda tutti quegli esercizi che NON rientrano fra quelli previsti dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773. Se andiamo a leggere il Regio decreto (fa quasi ridere, ma ricordiamoci che fino a 60 anni fa eravamo Regno d’Italia e non Repubblica Italiana), ecco cosa troviamo:

Non possono esercitarsi, senza licenza del Questore, alberghi, compresi quelli diurni, locande, pensioni, trattorie, osterie, caffè o altri esercizi in cui si vendono al minuto o si consumano vino, birra, liquori od altre bevande anche non alcooliche, né sale pubbliche per bigliardi o per altri giuochi leciti o stabilimenti di bagni, esercizi di rimessa di autoveicoli o di vetture, ovvero locali di stallaggio e simili. La licenza è necessaria anche per lo spaccio al minuto o il consumo di vino, di birra o di qualsiasi bevanda alcoolica presso enti collettivi o circoli privati di qualunque specie, anche se la vendita o il consumo siano limitati ai soli soci

Praticamente tutti coloro che hanno una licenza possono vendere alcolici. Ha ragione Stella quando dice che Il Governo ha adottato solo una norma per combattere gli abusivi.

Quindi molto rumore per nulla. Giorni di allarmismo a Firenze e bastava esaminare una legge. E’ Caustico il commento del consigliere del PDL Emanuele Roselli  ”Il PD sta cercando di salvare il salvabile, dopo gli allarmismi lanciati dai quotidiani in questi giorni, per non aver letto e approfondito la disposizione del governo in merito all’attuazione della normativa comunitaria in oggetto”. Passi che un trippaio, dopo un’intera giornata di lavoro al chiosco, si riposi e non si metta a esaminare leggi e decreti regi, ma un vicesindaco e un consigliere comunale dovrebbero trovarlo il tempo.

La rivoluzione renziana

Pubblicato: 10 luglio 2009 in Politica
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Che a Firenze tirasse aria di cambiamento si era già visto. Già in campagna elettorale, quando nelle plance comunali veniva matematicamente oscurato ogni manifesto per le europee del candidato Domenici a favore di Sassoli, più vicino a Renzi. Cambiamento che si è riflesso anche nei voti dei cittadini, che sul fronte PD hanno dato ben 16.187 preferenze all’ex volto del TG 1 contro i 7.225 (neanche la metà) per l’ex decennale sindaco di Firenze.

Ieri “i’Renzi” su rete 37 ha continuato la sua opera rivoluzionaria, già iniziata sull’Ataf, annunciando quello che tutti i cittadini per 10 anni hanno chiesto a Domenici e soci senza mai essere accontentati: il neo sindaco ha affermato che martedì in Giunta porterà un’ordinanza che toglierà ai “vigilini” (ausiliari del traffico) il potere di fare multe. Ebbene si cari concittadini, finalmente la famosa Parking Police smetterà di essere l’incubo di Firenze. Finalmente smetteremo di vedere simpatici personaggi fermi agli incroci che passano la giornata a segnare le targhe delle macchine che spesso, visto il traffico, si trovano ahimè a sostare momentaneamente nelle preferenziali. Come succede 3 mattine la settimana all’incrocio dopo il ponte al pino. Non solo, i vigilini non potranno fare nenache più le multe per divieto di sosta o quelle fantastiche multe da 38 euro che ognuno si trova sul barabrezza per sforato di 10 minuti il pagamento del parcheggio. Tutto. Cosa faranno adesso questi signori? Non ci è dato saperlo anche perchè lo stesso sindaco in primis non lo sa. Forse toccherà proprio a loro “reinventarsi” messi comunali che girano la città armati di palmare e motorino per la lotta antidregado. Sembra un sogno.

Da qui solo una mera considerazione politico-emotiva. Oggettivamente i fiorentini non ne potevano più. Basta pensare che nel 2008 i vigilini hanno fatto 202.000 multe per un valore complessivo di 50 milioni d’euro. Allucinante.

Certo adesso per Renzi si apre una bella grana. E’ giusto e bello dare questo ai fiorentini. Come è bello per un fiorentino sentirsi dire che saranno coperte entro un anno tutte le buche della città, che tornerà la possibilità di entrare nelle ZTL per motivi di lavoro e che partirà presto la sperimentazione per fare le pulizie delle strade senza spostare le macchine. Altro sogno. Vi è mai capitata la sindrome del cittadino che senza box auto deve fare la corsa per tornare a casa e trovare un posto macchina quando c’è la pulizia della strada in zona? Quella sindrome che se va bene vi porta a chiedere un passaggio agli amici per uscire di casa e che se va male vi costringe a casa tutta la sera? Si perchè “la macchina non si sposta. Ho trovato posto.” Sembrano sogni.

Ma appunto si apre una grana. I vigilini, mai decisione politica di 15 anni di DS a Firenze è stata più odiata, furono creati per dare respiro alle casse comunali. Una mossa politca malgiudicata da tutti (e soprattutto dal sottoscritto) che però nei disegni di Domenici e Cioni era una strada per risolvere i problemi del bilancio comunale. Basta vedere i bilanci del Comune della gestione Domenici e vedere quanto era riservato alle entrate per le multe. Una politica che ha visto nel centrodestra e soprattutto nell’ex consigliere (ora onorevole) Gabriele Toccafondi il massimo nemico.

Ora Renzi toglie questa possibilità d’entrata. Inoltre abbiamo il problema tranvia, con la scure di damocle delle penali da pagare se non vengono portati a termine i lavori nel periodo previsto. Penali che rischiano di mandare in dissesto finaziario il Comune. Si parla di scenari orribili, che restano scenari, però è bene ricordare il “bene” e la “bellezza” che questa tranvia sta portando a Firenze.

Per ora sono dichiarazioni anche quelle del sindaco. Dichiarazioni alle quali ci auguriamo che seguano fatti. Sarebbe una bella notizia per Firenze. Una bella politica cittadina. E pensare che se le primarie di Firenze si svolgevano con le regole dell’Asse D’Alema-Bersani, forse Renzi ora starebbe a casa a giocare con i figli.

La giunta Renzi e la freccia al centro

Pubblicato: 28 giugno 2009 in Politica
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Dopo 48 ore, quasi un record, il sindaco di Firenze Matteo Renzi rende nota via facebook (!!!) la lista della sua giunta.

Leggendo la lista colpisce subito un particolare: è una lista di fedelissimi e di “alleati”, una giunta che ha un’età media di 42 anni. Come ha detto Renzi, se sommiamo la sua età a quella di Nardella, il vicesindaco, arriviamo a 68 anni. Meno di Prodi o Berlusconi da soli.

Ma vediamo i nomi:

Dario Nardella – Vicesindaco

Massimo Mattei – Mobilità, Infrastrutture, Decoro

Giuliano da Empoli – Cultura e Contemporaneità

Barbara Cavandoli – Sport

Elisabetta Cianfanelli – Università e ricerca

Cristiana Scaletti – Ambiente

Claudio Fantoni – Casa

Rosa Maria Di Giorgi – Istruzione

Angelo Falchetti – Bilancio, Organizzazione e Innovazione

Stefania Saccardi – Walfare

Questo è il governo di Firenze, che ha il suo vertice in Matteo Renzi, che tiene per sè la PoliziaMunicipale e l’Urbanistica.

Poche ma importanti considerazioni:

1) Facce nuove ma soprattutto facce fedeli. Fra i 10 scelti spiccano Nardella, cattolico e renziano della prima ora, Cianfanelli e Saccardi, già assessori provinciali nella giunta Renzi, Falchetti, fondatore di Dada, messo come indipendente al bilancio e organizzazione. Si sono conosciuti su facebook. Un giorno dovremmo scrivere un tema “Renzi e facebook: dall’ansa alla bacheca”. Altro indipendente è Giuliano da Empoli alla cultura. Rosa Maria di Giorgi, ex assessore cacciato da Domenici, che dai Ds passò alla Margherita. Anche lei renziana. Cosa rimane? Mattei alla mobilità. Politico fiorentino navigato, non è certo un renziano ma neanche uno pronto ad accontellarlo o a fargli la guerra. Inoltre è l’ex presidente del consiglio provinciale del governo Renzi. Tolti questi restano in tre: Fantoni, l’uomo di Daniela Lastri, alla Casa; la pistelliana Cavandoli allo Sport e l’Italia dei Valori relegata all’Ambiente.

2) Ma la Sinistra? La giunta Renzi ha fatto vittime importanti. Una su tutte: la sinistra. Se si esclude Elisabetta Cianfanelli, partito socialista (ma già assessore di Renzi), e Cristina Scaletti, Italia dei Valori, la giunta Renzi è quasi un monocolore PD. Nella storia c’erano stati i famosi monocolori democristiani. Uomini della sinistra fiorentina come Niccolò Pecorini, che ha portato avanti lo strappo con Rifondazione per sostenere Renzi, o Ciuffoletti o lo stesso Eros Cruccolini sono esclusi. Per dare un senso della portata della nuova giunta riportiamo il commento di Gabriele  Toccafondi, parlamentare PDL e consigliere comunale fino a quest’anno: “Gli assessori? Molti sono vicini per percorso professionale o politico ad alcuni degli ideali del centrodestra. Con loro e con alcuni dei 100 punti del programma di Renzi, sarà possibile una collaborazione, mettedo così la sinistra fiorentina finalmente in soffitta”. E poi si capisce che uno come Cruccolini dica che vigilerà..peccato che è 1 voto in consiglio comunale, al quale al limite si può aggiungere il consigliere dell’IDV, e i 3 Spini-De Zordo. 5 voti su 47. Questa è la Sinistra (con la S maiuscola) fiorentina.

3) Presidenza del Consiglio Comunale. La questione della presidenza del consiglio chiesta dal centrodestra. Nonostante l’apertura a parole di Renzi, riteniamo molto difficile che iò avvenga. certo, sarebbe un bel segnale. Un bel messaggio di clima distensivo e collaborativo. Dopo 10 anni di guerra per l’intolleranza della giunta Domenici sul mettere a tema scelte e decisioni. Però a guardare i nomi della giunta manca quello di Eugenio Giani. Già assessore allo sport, è stato da subito fra i papabili ad una riconferma o alla presidenza del consiglio comunale. staremo a vedere.